#40settimane – parte I

Ci siamo! Dopo tanti “lo farò domani” e “non sono capace”, eccomi qui! Online e a scrivere davanti allo schermo del pc, mentre Bianca mangia la sua dose quotidiana di latte (dal seno, ovviamente)!

E’ difficile decidere da dove cominciare, ma dall’inizio mi sembra la cosa più semplice! Una carrellata veloce delle #40settimane più straordinarie della mia vita.

Come avrete capito dalla mia descrizione iniziale, non sono una mamma convenzionale e come tale la mia reazione al test di gravidanza positivo sono stati un bel “M***A” e una quantità di lacrime versate nel bagno della palestra pari alla piena dell’Adige del 1882.

Ho fatto quel test di gravidanza nella convinzione di non essere incinta…dopotutto, una nuova relazione iniziata soltanto quattro mesi prima mi rendeva forte di questa convinzione. E invece qualcosa era andato storto.

Quindi, appoggiati per un momento i miei guanti da boxe sul rotolo della carta igienica, ho iniziato a fare pipì, inconsapevole che non avrei mai più fatto pipì in quel modo per il resto della mia vita.

Più la seconda lineetta si scuriva (sì, non avevo abbastanza soldi con me per comprare uno di quei fichissimi test di gravidanza che ti dicono anche a che ora è stato concepito il bimbo e di che colore avrà gli occhi), più il colore della mia pelle del viso si schiariva. La mia vista si è annebbiata e mi sono sentita le gambe molli come mai prima (o forse una sensazione simile l’ho provata quando mia mamma mi disse che Santa Lucia era lei, ma non nel senso che lei portava i regali a tutti i bambini del mondo, che sarebbe stata una cosa bellissima, nel senso che ogni mamma era la Santa Lucia del suo bambino – ma detto tra noi non credo che sia vero).

Qualche minuto per ricompormi, e un attimo dopo stavo uscendo dalla palestra in una fredda serata di febbraio con i pantaloncini corti e la canottiera sotto il piumino (uno spettacolo insomma).

Ho riflettuto sul da farsi e…no, non è vero, non ho riflettuto minimamente: sono andata a casa e mi sono seduta sul tavolo del salotto.

A quel tempo vivevo da sola in un appartamento datato nel centro di Verona in cui avevo convissuto per un anno con il mio precedente fallimento amoroso e il mio attuale marito (avete letto bene, la calma non è la nostra migliore qualità, ma questa è un’altra storia) sarebbe arrivato di lì a poco da Milano, dove lavorava da qualche mese.

Data la notizia, anche lui ha utilizzato la mia stessa esclamazione più sopra e ci siamo fatti forza a vicenda.

Esatto, utilizzerei esattamente l’espressione “ci siamo fatti forza” e non “ci siamo abbracciati” o “abbiamo pianto di gioia”, perché noi eravamo tutto fuorché felici. Frastornati e con lo stomaco sottosopra certo lo eravamo, ma non credo la sensazione sia la stessa. Eravamo sopraffatti dalle domande e ci guardavamo con occhio interrogativo, perché ci conoscevamo così poco che non avevo idea di cosa volesse dire il suo silenzio.

E qui è nato il primo grande dubbio della gravidanza: non dovrei sentirmi felice? Ogni volta che qualche amica o conoscente mi ha comunicato la stessa notizia, ai miei occhi appariva radiosa, un sorriso da parte a parte, tanto che qualche volta anche io avevo provato un briciolino di desiderio di maternità…..in quel momento io piuttosto avrei lavorato giorno e notte, mentre questa gravidanza significava esattamente il contrario…addio carriera lavorativa!

Ma mano a mano che passavano i giorni (no, non sto per dire che sono diventata magicamente felice), mano a mano che passavano i giorni le persone con cui mi confrontavo e che si erano già trovate nella mia situazione mi confessavano che a volte si fa finta che vada tutto bene, come a dire che “se non lo nomini, il problema non esiste”!

E così mi sono, appunto, fatta forza ed ho iniziato a essere sincera con chiunque mi facesse la fatidica domanda: “Sei felice?”, apparendo come una pazza madre snaturata (quale effettivamente mi sentivo).

Se tutte fossimo più sincere, con le nostre amiche e non, tante volte non ci sentiremmo così sbagliate, non credete? Se non lo siamo tra di noi, con chi possiamo esserlo?

GIRLS CAN.

#breastliving

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Here we are! After a lot of “I will do it tomorrow” and “I can’t do it”, here I am! Online, in front of my pc, while Bianca is having her daily dose of milk (from my breast, of course).

It’s hard to decide from where to start, but from the beginning would be the easiest way! A quick overview of the most incredible #40weeks of my life.

As you should have understood from my initial description (see About panel), I’m not a conventional mum and considering this, my reaction to the pregnancy test have been a great “S**T” and a quantity of tears in the gym’s toilet that the overflow of the Adige river of 1882 is nothing compared to it.

I did that pregnancy test sure that I was not pregnant…after all, a new relationship begun just 4 months earlier made me sure of this. Something went wrong instead.

So, I put my boxing gloves on the toilet paper roll, I started to pee, unaware that I would never have pee that way for the rest of my life.

The more the second line got darker (yes, I didn’t have enough money with me for that super cool pregnancy test that tells you at what time you conceived the baby and what color will be his eyes), the more the color of my face got pale. My sight became fuzzy and I felt my legs completely without strenght as never before (or maybe I felt something similar when my mother told me that she was Saint Lucy, but without meaning that she used to bring gifts to children of all over the world, just meaning that Saint Lucy is each child’s mother – but confidentially I don’t believe it).

A few minutes to put myself together and a moment after I was leaving the gym in a cold night of February with a pair of shorts and a tank top under my winter coat (you can imagine how beautiful I was).

I meditated on what to do and…no, that’s not true, I didn’t meditate at all: I went home and I sat on the table of the living room.

At the time I used to live alone in a old apartment in the centre of Verona, where I’ve lived for about one year with my previous ruinous love affair. My current husband (you read correctly, calm isn’t exactly our best quality, but that’s another story) was about to come back from Milan, where he used to work from few months.

Given the news, he also used the same exclamation above and we tried to comfort one another.

It’s correct, I would exactly use the expression “comfort one another” instead of “we hug” or “we cried for the happiness”, because we were anything but happy. Of course we were fuzzy and our stomach was upside down, but I don’t think it’s the same thing. We were overcome from question marks and we watched one another with so many doubts, as we knew each other very few that I could not understand what his silence meant.  

In that very moment was born my first great pregnancy doubt: shouldn’t I feel happy? Every time that a friend or an acquaintance have told me such a news, they appeared to me as the most radiant people on Earth, with such a winning smile that sometimes I too have felt the famous “maternity desire”…..but in that precise moment I’d rather work day and night and this pregnancy meant exactly the opposite: bye bye professional career!

As the days pass by (no, I’m not about saying that I magically became happy), as the days pass by, the people I compared myself to and who went already through my same situation, confessed me that sometimes we all act like everything is going on well, as if we say that “If we don’t name it, the problem doesn’t exist”!

So, as said, I comforted myself and I started beign sincere with everyone who dares to ask me: “Are you happy?”, appearing as a crazy wretched  mother (as I exactly fell at that time).

If each of us would be more sincere, with our friends and others, a lot of times we would not feel so wrong, don’t you think? If we are not sincere between us women, with whom can we be so?

GIRLS CAN.

#breastliving

Un pensiero riguardo “#40settimane – parte I

  1. “Se tutte fossimo più sincere, con le nostre amiche e non, tante volte non ci sentiremmo così sbagliate, non credete? Se non lo siamo tra di noi, con chi possiamo esserlo?“
    🤩❤️.. già!
    💪💪

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