Il gruppo delle mamme su Whatsapp!

Un argomento toccato da quasi tutte le mamme che scrivono su un blog o simili!

Il più delle volte che leggo un articolo riguardo ai gruppi su Whatsapp, trovo una sfumatura più che altro negativa, con una catalogazione delle tipologie di mamme, che fa ridere ed è verissima, ma non ti indica il grado di aiuto che ognuna di queste mamme ti da, con i suoi pregi e difetti!

Ne ho parlato nel primissimo post: per me questo gruppo è stato di fondamentale aiuto e tutt’oggi mi supporta e mi tiene compagnia nelle infinite ore di allattamento o nei vani tentativi di addormentare Bianca a letto, che più che altro mi sveglio dopo un’ora con il cuscino stampato sulla guancia e Bianca che mi tira i capelli, dopo aver assunto la sua dose di tetta e aver bellamente fatto il gesto dell’ombrello al riposino!

Ad ogni modo, credo che Bianca stia attraversando i cosiddetti “scatti di crescita”, che detti così sembrano niente in tutto, ma il prodotto di questa definizione si traduce in un sottofondo all’intera giornata che nella playlist di Spotify potrebbe essere intitolata “Il Lamento”.

Non è un pianto vero e proprio (a parte alcuni momenti in cui il nervosismo raggiunge il suo apice), ma si tratta più che altro di una lamentela continua, appunto.

Ostetriche di tutto il mondo venite a me con il vostro “Abbi pazienza, è una fase”! Ma io con le vostre fasi non mi ci posso fare nemmeno un piccolo pisolino, ne farmi una doccia, ne tantomeno FARE LA LAVATRICE.

Devo ammettere di essere sempre stata una persona poco paziente, ma in questi momenti non ne ritrovo nemmeno un briciolino!

Ed ecco che arriva in tuo supporto il gruppo delle mamme su Whatsapp (che peraltro al momento è in riunione per decretare se il nome “#40settimane” con l’emoticon tutta dolce della mammina che si accarezza la pancina, non sia da sostituire con un più realistico “Non mi lavo da tre giorni” o “Lavatrichecosa?” e l’emoticon del teschio – vi terrò aggiornati).

Eviterò di categorizzare le tipologie di mamme che lo compongono, non per paura di offendere qualcuno, ma per la paura di dover assegnare anche me stessa ad una categoria che a spanne corrisponderebbe a quella che inizia con A e finisce con NSIOSA. Quindi salterò questo passaggio e risparmierò a tutti la lettura di queste venti righe in più.

Nel gruppo di Whatsapp noi siamo noi stesse! Ci diciamo che non riusciamo ad andare al bagno senza il bambino in braccio, che i nostri mariti non ci aiutano abbastanza e anche se in realtà un po’ ci aiutano comunque “non si sacrificheranno mai come facciamo noi, vanno persino a calcetto”, che abbiamo fatto il tentativo di andare in auto a fare la spesa ma stavamo per staccare il volante perché la bimba continuava ad urlare e non c’è pupazzetto o dolce motivetto isterico che tenga che tanto finché non accosti e non mi prendi in braccio ciao ciao che non smetto (sì, questo episodio è autobiografico) e così via. Le nostre conversazioni QUOTIDIANE su Whatsapp sono scandite da quello che fanno i nostri bimbi, da come si svegliano, da com’era il pannolino, dalla posizione in cui hanno dormito, da quante volte hanno sorriso e da quante volte si sono girati da soli a pancia in giù, perché sì, questo è l’unico luogo (virtuale) in cui queste cose si possono raccontare sapendo che agli interlocutori interessa DAVVERO!

E’ così: metti al mondo un figlio e diventi irrimediabilmente monotematico (così come la tua galleria fotografica sul cellulare e la tua cronologia su Safari) e quello che avrai da raccontare sulla tua nuova vita (nei minimi dettagli) interesserà SOLTANTO ALLE ALTRE MAMME. Ne sono certa, perché non sono stata la prima tra il mio gruppo di amiche a sfornare la pagnotta e so benissimo come mi sentivo quando agli aperitivi (che nel frattempo si erano trasformati in un “vieni da me che ci beviamo un the caldo perché la bimba ha il raffreddore e la Hogg nel libro scrive che non può respirare l’aria pungente che si manifesta tra le 15:32 e le 19:27 e se lo dice la Hogg io non la contraddico) le conversazioni si incentravano intorno “AL MIO AMORE TESORO CUCCIOLO DI KOALA” mentre io pensavo “SE un giorno avrò un figlio, non mi rincitrullirò mai in questo modo”. Eh già.

Nel gruppo di Whatsapp ti togli la maschera e ti sciogli mandando una delle 743 foto che hai scattato alla tua bimba quella mattina ricevendo una sfilza di solecuoreamore che ti riempiono il cuore, oppure ti sfoghi, dicendo che non ce la fai più e che vorresti scolarti una bottiglia di Prosecco tutta d’un fiato (stringendo virtualmente la mano a chi si “confessa” ammettendo di berne un goccio ogni tanto, EROINA!).

Noi siamo quelle che ci vedi in giro con il nostro passeggino con la bocca a cuoricino che scandiamo ogni passo con un “Maciaoamorebellodellamammacheciandiamoafareunapasseggiatina” e se poi ci rubassero il telefono verrebbero a ritirarci passeggino e bambina direttamente gli assistenti sociali!

Non diciamo niente di male, né di violento, ovviamente: semplicemente ci sfoghiamo come possiamo fare soltanto tra di noi, perché tra di noi ci possiamo capire e non ci giudichiamo, sapendo di che tipo di stanchezza stiamo parlando (anche se c’è qualcuno che dorme TUTTA la notte e appunto per questo stiamo tenendo un’altra assemblea super top secret per decidere se eliminare questo soggetto di disturbo dal gruppo o se creare un gruppo parallelo in cui lei sia il bersaglio del nostro stress – se stai leggendo scherzo, OVVIAMENTE.)

Se non sono mamme disperate non le vogliamo…….ma se qualcuno conosce una mamma che non si è mai disperata, non me la faccia conoscere, sappia soltanto che STA FINGENDO 😉

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The WhatsApp group with the other mums!

This is a very frequent topic on almost every mum’s blog!

Most of the times I read about this topic, I see a negative shade, with a categorisation of the different type of mums, that is true and funny, but it doesn’t highlight how this group can help you, each mom with her flaws and virtues!

I talked about it in my very first post: to me, this group has been fundamental and even today it supports me and it keeps me company during the endless breastfeeding hours and during the useless attempts to put Bianca to sleep in bed, that mostly becomes me waking up one hour later with the mark of the pillow on my face and Bianca pulling my hair, after her breastfeeding session, quietly giving the finger to the nap.

Anyway I think that Bianca is going through the famous “growth spurt”, that named so seem nothing, but they are like a continuous undertone if they were a Spotify playlist they would be entitled as “The Complain”.

It is not like a real crying (a part from the moments when her nervousness reaches the peak), but we are talking about a continuous complain, exactly.

Worldwide midwives come to me with your “Be patient, it’s just a phase”! But with your phases I cannot take a nap, nor have a shower or indeed DO THE LAUNDRY.

I shall admit that I’ve always be an impatient person, but in these moments I cannot find even a crumb of patience!

And here you are: the support of the other mums on the WhatsApp (that however is currently in a meeting to discuss if the present name #40weeks with the sweet emoticon of the mummy stroking her belly should be substituted with a more realistic “I haven’t showered in three days” or “Do the LaWhat?” and the emoticon of the skull – I will keep you posted.

I will avoid to catalog the type of mums that compose the group, but not for fear of offending someone, but for fear of assign myself to a category, that if I had to guess would be the one starting with A and ending with NXIOUS. So I will skip this step, sparing you the reading of this twenty additional lines.

On the group on WhatsApp we are exactly ourselves! We tell each other that we are not able to go to the toilet without carrying the baby, that our husbands don’t help us enough and that even if the help us a bit “they will never sacrifice as we do, they even play soccer on Monday!”, that we tried to go shopping by car but we were about to pull the steering wheel because the baby was crying and crying and there were no puppet nor hysterical lullaby that helped that by the way if you don’t hold me I won’t stop crying (yes, this episode is autobiographical) and so on. Our DAILY conversations on WhatsApp are determined by what our babies do, how they wake up, how the diaper was, in what position they’ve slept, how many times they smiled and how many times they turned upside down without help, because yes, this is is the only (virtual) place where these things can be told with the knowledge that the interlocutors are REALLY interested!

It is so: you bring a child into the world and you become hopelessly single-topic by default (as your mobile photo gallery and your Safari timeline do) and the only things you will have to tell regarding your new life (in great details) will only affect THE OTHER MOMS. I’m sure of that, considering that I’m not the first of my friends with a baby, and I know exactly how I felt when during the happy hours (that in the meantime became “come to my place to have a hot tea because the baby’s got the cold and Hogg writes in her book that she cannot breathe that bitey air which appears between 3.52 and 7.27 pm and if Hogg says so I won’t argue) the conversations focused on “MY LOVE MY SWEETHEART MY KOALA PUP” while I was thinking “IF one day I’ll have a baby, I will not become so ridiculous”. Yeah.

On the group on WhatsApp you take your mask of and you loosen you up sending one of the 743 pictures you took to the baby that morning receiving a lot of sunheartlove that fill your heart, or you take it out, saying that you can’t do it anymore and you’d like to knock back a cold one (virtually shaking hands to who “confess” that she sometimes drinks a drop, you HEROINE!)

We are the ones that you see around starry-eyed with our stroller saying step by step “hellomysweetheartletsgowithmummyforawalk” and then if someone would stole our phone the social workers would come immediately to save baby and stroller!

We say nothing bad nor violent, of course: we simply take it out how we can only do between us, because we can better understand each other and we don’t judge each other, as we know of which kind of tiredness we are talking about (even if there is someone who sleeps the WHOLE night and considered that we are also having a top secret meeting in order to decide whether eliminate this member from the group or create a new group where she would become the target of our stress – if you’re reading this, I’m joking, OF COURSE).

If they’re not desperate mums we don’t want them……but if someone knows a mum that never desperate, don’t introduct me, just know that SHE’S FAKING IT 😉

3 pensieri riguardo “Il gruppo delle mamme su Whatsapp!

  1. Bellissimo articolo! Sai che in psicologia quelli si chiama Gruppo di Auto-aiuto ed è una risorsa fondamentale! Sapere che altre mamme stanno lottando come te per la sopravvivenza ti aiuta a non sentirti sola e inadeguata. Anche io avevo un gruppo pre/post parto con le quali ci trovavamo al parco una volta a settimana e tanto su whatsapp. Beh l’unica lavata, truccata e pettinata aveva la puericultrice h24!Ci siamo capite e sostenute e sfogate. Brave voi. Continuate cosi!! Per quanto riguarda i post che fioriscono sui gruppi whatsapp sono spesso quelli della scuola. Li si creano dinamiche strane perché ti ci ritrovi persone che non hai scelto. Invece in fondo le amiche di panza penso che tu le abbia scelte. E quelle saranno sempre importanti! ❤️

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    1. Non sapevo di questo aspetto della psicologia ma in effetti è il supporto più utile che ho avuto nel post parto e come me,anche le altre componenti!Che sogno avere la puericultrice h24…..o forse no 😉 Per quelle della scuola abbiamo un po’ di tempo ancora,ma magari la fortuna ci sorriderà ancora 😇

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