Falso mito #1 : si diventa mamme dal momento del test di gravidanza.

Signore e signori, falso mito numero 1: si diventa mamme dal momento del test di gravidanza. No, zero, nisba, niet. Non si diventa mamme neanche al momento del parto per la verità.

Ma cominciamo dal principio.

Che tu la stia cercando o meno, la gravidanza è un evento che sconvolge la vita, dei due genitori chiaramente, ma inizialmente più quella della madre. Ed è una cosa che al momento in cui ti accucci per fare la pipì su quello stecchino minuscolo che devi stare attento a non fartela sulle mani (e se come me ti succede nel bagno di una palestra devi stare ancora più attento a non poggiarti sulla tavoletta del water) non pensi. Appoggi il test sul cestino di fronte a te, ti rivesti. Tre minuti di pausa. Il tuo cervello lavora come mai prima, il cuore batte fortissimo anche se in cuor tuo, immagini che il test sia negativo. Credo sia così un po’ per tutte. Lo prendi, togli il cappuccio e, tac, sorpresa: due lineette.

Neanche in quel momento diventi madre: in quel momento diventi una persona scurrile, mentalmente instabile, ansiosa e frignona. Tutto nel giro di 180 secondi.

Dopodiché ti fermi, inspiri, inspiri, inspiri e non espiri mai perchè stai andando in iperventilazione. Quindi provi a calmarti e nel cercare di liberare il cervello arriva un piccolo postino sulla tua spalla che ti consegna il faldone delle “paure post test di gravidanza positivo” e te lo lancia in faccia, incurante del fatto che tu porti gli occhiali o meno e si sa che non si può colpire una persona con gli occhiali.

Nemmeno dopo averle passate tutte in rassegna diventi madre: a questo punto sei allo step successivo, ovvero il “ma io non sono sicura di volerlo”. Perché si, le informazioni contenute in quel faldone non te le immagini neanche lontanamente quando decidi di avere rapporti non protetti, con il rischio (o la volontà) di incappare in una gravidanza.

Quando decidi di avere rapporti non protetti vedi le mammine passeggiare per la strada che si accarezzano la loro bella pancia, famiglie con bambini dai capelli d’angelo che si abbracciano sulle panchine della piazza, genitori che intrecciano le mani per poggiarle sul battito del loro bimbo. Altro falso mito.

Prima di decidere consapevolmente di avere un figlio, dovresti fermare queste persone per la strada e chiedere loro: “Ma tu dormi? Sei sempre felice? Hai il tempo di farti la doccia? C’è una donna delle pulizie che ti aiuta?”. Ma chiaramente in quel momento non ci pensi.

Per fortuna poi passano le settimane e arriva lo step in cui “checarinosenticomesimuovesaràunmaratoneta” (che con il tempo diventerà più che altro un “aiutomaquantosimuovenonriescoastaresdraiatanéadormireinpiedi!”).

A questo punto, il senso di maternità si insinua piano piano in te, ma non ha niente a che vedere con il diventare madre.

Diciamo che a occhio e croce sono passate 40 settimane e sei sul lettino dell’ospedale. E respirarespirarespira e spingispingispingi, puff, ecco che esce il fagottino (ho volutamente semplificato il travaglio e l’espulsione perchè mia sorella, gravida alla 37a settimana del suo primo figlio, probabilmente leggerà questo articolo e io l’ho già spaventata a sufficienza con il mio sfogo a tre ore dal parto – ps: non sapevo che fosse incinta). Quindi siamo li: mamma, papà e bimbo ululante. Questo ululo termina una volta che te lo poggiano sul petto. E lì inizi a capire qualcosa in più: da questo momento ha bisogno di te per sopravvivere. Leggero, no? In quel momento realizzi che il sinonimo di madre è A N S I A . Cioè voglio dire, non sei mai stato bravo a gestire la tua di vita, e ora hai SEMPLICEMENTE il compito di farne sopravvivere una. Ma si, facciamolo!

Ma non sei madre nemmeno ora. Ora sei entrata a piè pari in uno degli step più duri: sfamarecullarecalmarelavarecambiaresfamare. Sei più che altro una nutrice e questo bimbo entrato a razzo nella vita di coppia non è propriamente nemmeno in grado di vederti. Gli basta avere la tetta e un petto su cui poggiarsi. E le ore che gli dedichi mentre sei ancora tutta indolenzita ti fanno sentire ancora meno madre, strano a dirsi.

E se in quei giorni ti sembra di essere intrappolato in una nuova vita che nessun libro poteva spiegarti, qualche settimana dopo ti rilassi, stai meglio e cominci a gorgogliare una serie di sillabe di fronte a quella bimba sul fasciatoio che ti sorride, il tuo cuore esplode e immediatamente, diventi madre.

Questa è la mia storia, ma c’è qualcuno che madre lo è diventata prima ancora di concepire un figlio e c’è qualcuno che madre lo è dal primo sguardo.

Ma nessuna è più madre dell’altra.

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Ladies and gentlemen, false myth number 1: one does become a mum from the moment of the pregnancy test. No, zero, nisba, niet. You do not become mothers even at the time of delivery for the truth.

But let’s start from the beginning.

Whether you are looking for a it or not, pregnancy is an event that upsets life, of the two parents clearly, but initially more that of the mother. And it is something that at the time you take care to pee on that tiny toothpick that you have to be careful not to do it on your hands (and if you like me in the bathroom of a gym you have to be even more careful not to rest on the tablet of the toilet) do not think. Place the test on the trash can in front of you, dress again. Three minutes of break. Your brain works like never before, the heart beats very strong even if in your heart, you imagine that the test is negative. I think it’s a bit ‘for all. Take it, remove the hood and, tac, surprise: two dashes.

Even at that moment you become a mother: at that moment you become a scurrilous person, mentally unstable, anxious and whiny. All in a matter of 180 seconds.

Then you stop, inhale, inhale, inhale and never exhale because you are going into hyperventilation. So try to calm down and try to free the brain, here comes a small postman on your shoulder that gives you the folder of “post positive pregnancy test fears ” and throws it in the face, regardless of whether you wear glasses or not and we know that you can not hit a person with glasses.

Not even after you have all been reviewed, you become a mother: at this point you are at the next step, that is “I’m not sure I want it”. Because yes, the information contained in that folder you do not even remotely imagine when you decide to have unprotected sex, with the risk (or the will) to run into a pregnancy.

When you decide to have unprotected sex, you focus on the mums you see walking down the street that caress their beautiful bellies, families with children with angel hair hugging on the benches of the square, parents intertwining their hands to rest them on the beat of their baby . Another false myth.

Before consciously deciding to have a child, you should stop these people on the street and ask them, “Are you still sleeping? Are you always happy? Do you have time to take a shower? Is there a cleaning lady helping you?” But clearly at that moment you do not think about it.

Luckily then the weeks pass and arrives the step in which “hearhowmuchthebabyskickinghewillrunamarathon” (which over time will become more of a “helpIcannotliedownnorsleeponmyfeet!”).

At this point, the sense of motherhood slowly creeps into you, but has nothing to do with becoming a mother.

Let’s say that 40 weeks have passed at the time and you’re on the hospital bed. And breathebreathebreathe and pushpushpush, puff, here comes the bundle (I deliberately simplified the labor and expulsion because my sister, pregnant at the 37th week of her first child, probably will read this article and I have already scared her enough with the my outburst at three hours from birth – ps: I did not know she was pregnant). So we are there: mom, dad and an howling baby. This howl ends once you place him on your chest. And there you begin to understand something more: from this moment he needs you to survive. Lightweight, isn’t it? At that moment you realize that the synonym of mother is A N X I E T Y. That is, I mean, you’ve never been good at managing your life, and now you SIMPLY have the task of making one survive. But yes, let’s do it!

But even now you’re not a mother yet. Now you have stepped into one of the hardest steps: feedholdcalmwashchangefeed. You are more like a nurse, and this child who has entered a rocket in a couple’s life is not even really able to see you. It is enough to have a tit and a chest to lean on. And the hours you spend while you’re still sore, make you feel even less a mother, strange to say.

And if in those days you seem to be trapped in a new life that no book could explain, a few weeks later you relax, you do feel better and begin to bubbling a series of syllables in front of that baby on the changing table that smiles at you, your heart explodes and suddenly you become a mother.

This is my story, but there is someone that has become a mother before even conceiving a child and there is someone who becomes a mother from the first glance.

But none is more mother than the other.

2 pensieri riguardo “Falso mito #1 : si diventa mamme dal momento del test di gravidanza.

  1. la cosa molto divertente (o forse no) è la tenerezza con cui DOPO guardi con tenerezza le donne felici con il pancione, come dire “tutto molto bello, si”

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