FALSO MITO #3: DORMIRE COME UN POPPANTE.

Allora, da che mondo è mondo, o comunque da quando la sottoscritta è venuta al mondo, o meglio, è stata spinta al mondo, esistono i modi di dire.

Quello che non ho mai capito è chi se li sia inventati.

Ecco, il modo di dire “Dormire come un poppante” sicuramente lo ha inventato una madre con una figlia che non aveva niente a che vedere con la mia.

Il modo di dire è chiarissimo: un bambino attaccato alla tetta, con la bocca ancora piena di latte, si addormenta sfinito e niente lo può svegliare, non l’aspirapolvere, non le chiacchiere, non il clacson di un auto.

Sì, per un bambino è così, non per la mia.

O meglio, si addormenta in questo modo, sembra sfinita, alcune volte persino russa. Ma basta iniziare ad adagiarla nel suo lettino che è più sveglia di un grillo di ritorno dal letargo. Il perché, non si sa.

Forse è il motivo per il quale la notte dorme e voi direte “E di cosa ti lamenti?”.

Però io di notte non posso di certo aggirarmi per casa per fare la lavatrice, né tantomeno posso rinchiudermi in bagno alle due di notte per farmi la ceretta.

Quindi, armandomi del mio allenamento ninja, provo i metodi più assurdi per farla stare nel suo letto per il riposino pomeridiano: la appoggio ancora avvolta nel marsupio, mi sfilo la maglietta mentre mi abbasso verso il lettino, le metto a fianco la mia coperta, le sussurro dolci parole d’amore, la accarezzo pian pianino e…alla settima volta ululo parole incomprensibili e ritorno in salotto.

Ecco, “dormire come un poppante” non è esattamente uno dei miei modi di dire preferiti da quando sono diventata mamma, ma, ancora una volta, “vedrai, è solo una fase”.

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FALSE MYTH #3: SLEEPING LIKE A TODDLER.

So, for as long as the Earth has existed, or from when the undersigned has come into the world, or rather, has been pushed to the world, there are figures of speech.

What I’ve never understood is who invented them.

Here, the figure of speech “Sleeping like a toddler” was certainly invented by a mother with a daughter who had nothing to do with mine.

The saying is very clear: a child attached to the breast, with his mouth still full of milk, falls asleep exhausted and nothing can wake him up, not the vacuum cleaner, not the chatter, not the horn of a car.

Yes, for a child it’s like that, not for mine.

Or rather, she falls asleep this way, she seems exhausted, sometimes she even snores. But just start to lay her in her bed and suddenly she is more awake than a cricket returning from hibernation. The reason, we do not know.

Perhaps it is the reason why at night she sleeps, and you could say “What are you complaining about?”.

But at night, I certainly can not get around the house to do the washing machine, nor I can lock myself in the bathroom at two o’clock in the morning to get waxed.

So, armed with my ninja training, I try the most absurd methods to make her stay in her bed for the afternoon nap: I hold her still wrapped in the baby carrier, I take off my shirt while I lower to the bed, I put my blanket next to her, I whisper sweet words of love, I caress her slowly and … at the seventh time, I utter incomprehensible words and return discouraged to the living room.

Here, “sleeping like a toddler” is not exactly one of my favorite figures of speech since I became a mother, but again, “you’ll see, it’s just a phase”.

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